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n. 2 - 03/2001

ALLA RICERCA DELLA SCIENZA PERDUTA

Editoriale

Il vecchio saggio della montagna, forse un Esseno, prima di lasciare la comunità per un lungo periodo di meditazione sulle alture nascose il libro, la coppa ed i vasi con tutto il sapere delle cure palliative; era suo preciso intento donarli successivamente ai confratelli affinché essi diffondessero la conoscenza e la trasmettessero inalterata ai posteri. Vi furono poi guerre, tanto odio, distruzione e morte. Del vecchio, dei vasi e delle cure palliative ci si dimenticò.

Passarono i secoli fino a quando, un giorno, alcuni cavalieri udirono una voce, misteriosa : "Dico a Voi, Cavalieri del Bene e della Luce! Seguitemi!" Fu così che i sette fratelli attraversarono il mare, percorsero le valli, scesero la depressione, ed iniziarono a cercare. La stanchezza, la confusione, la nostalgia ma soprattutto le illusioni furono i loro nemici. Avevano già sentito le Sirene cantare una suadente melodia: “Le cure palliative ve le insegniamo noi. Solo noi abbiamo tutto quello che vi occorre”. Ormai sapevano quanto è difficile destreggiarsi fra le trappole del sapere.

I saggi cavalieri proseguirono; avevano intuito che il sentiero era molteplice ed il viaggio sarebbe stato certamente lungo e complesso. Molte lune erano ormai trascorse quando i nostri viaggiatori si imbatterono in un saggio seduto all'ombra di un sicomoro. Questi venne loro incontro dicendo: "Ho notizie per voi, cavalieri dal mantello dimezzato. Il santo libro che cercate è stato portato ad Oxford – disse – E' là oggi che abita la scienza".

Quando i cavalieri partirono era sera. Galopparono senza mai girasi. Le informazioni erano vere. Il librone c'era, spesso e con tanti disegni. Dopo averlo letto tutto d'un sol fiato capirono che il loro viaggio non era certamente finito; dovevano spingersi oltre. Mancavano ancora la coppa ed i vasi; questi stavano diventando ormai una vera e propria ossessione.

Il viaggio, anziché semplificarsi, si fece irto di trabocchetti e di false piste; domandarono a monaci, ma anche a soldati, a popolani, a speziali e principi. Le indicazioni erano sempre diverse. La ricerca sembrava non finire mai. In ogni locanda in cui sostavano si presentavano millantatori e loschi trafficanti pronti ad elencare ogni sorta di improbabili proposte. Vi fu anche chi tentò di vendere mappe certe; eppure la coppa della sofferenza ed i vasi delle cure palliative non dovevano essere lontani.

Un giorno, affranti, sotto un temporale primaverile si ripararono in una grotta. Quando la luce fioca della torcia squarciò le tenebre l'emozione fu totale. Buttati gli elmi e sfilati i guanti si gettarono in ginocchio quando capirono che erano davanti a ciò che stavano cercando da quando erano ancora imberbi. Con grande solennità si avvicinarono alla coppa della Sofferenza, ma era vuota. Il fondo era a specchio tuttavia non riuscirono a guardarsi dentro. Provarono allora con il vaso del Pianto e poi con quello del Dolore e della Sofferenza: nulla. Delusi e sconfortati i cavalieri decisero di porre fine alle loro ricerche e di separarsi dopo avere giurato il silenzio.

Due pastori, che avevano visto tutto, si fecero coraggio. Anche se sapevano leggere a malapena decisero di sfogliare il libro e di specchiarsi nella coppa. Si videro diversi. Stavano lasciando la grotta quando una voce risuonò : "Parlo a voi, sinceri pellegrini della sofferenza. Abbiate sempre nel vostro cuore questo convincimento: gli insegnamenti della palliazione non cercateli lontano. Essi sono più vicini a voi di quanto possiate immaginare. Cercateli con mente sgombra e cuore puro là dove soffre la mia gente".

Umili e testardi, come lo sanno essere solo le persone di grana grossa, i due pastori decisero di fare tesoro di quelle parole. Si narra che siano ancora in viaggio. Di paese in paese.

Beltrutti Diego (Centro Integrato del Dolore e Cure Palliative - Servizio di Anestesia e Rianimazione, Ospedale S. Spirito, 12042 Bra (Cn), Italia. ASL 18 Alba - Bra.)

Lamberto Aldo (Psicologo, Centro di Algologia e Cure Palliative, A.O. Santa Croce e Carle, via M. Coppino 26, 12100 Cuneo, Italia.)

  08/04/2005

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