Riceviamo questa lettera sul "famoso" corso pilota di alta qualificazione teorico-pratica per il personale con responsabilità di direzione di strutture di cure palliative (Decreto 27 Aprile 2001, G.U. serie generale 114 del 18-05-2001) da parte del Presidente del Capitolo Italiano dei Clinici del Dolore che pubblichiamo volentieri
Cuneo 18-01-2002
Al Ministro della Salute
Chiar.mo Prof. Girolamo Sirchia
Roma
Chiar.mo Signor Ministro,
Il "Corso Pilota" di alta qualificazione teorico-pratica in cure palliative viene accolto con favore da questa società scientifica in quanto se ne coglie l’obiettivo generale orientato a fare ordine in una disciplina emergente.
Tuttavia le modalità di individuazione dei candidati espresse nell’art.3 del Decreto 27 Aprile 2001 hanno fanno molto discutere e fanno esprimere a questa organizzazione scientifica riserve e perplessità.
Se oggi quello che a livello mondiale viene ritenuto il fondatore delle cure palliative italiane, vale a dire il Prof Vittorio Ventafridda dell’Istituto dei Tumori di Milano, non fosse andato recentemente in pensione, probabilmente avrebbe potuto essere escluso dal "Corso Pilota" in quanto sprovvisto di titoli sufficienti.
Quasi la totalità dei medici che hanno contribuito alla nascita di questa branca, coloro che hanno fatto "la storia" delle cure palliative in Italia, hanno svolto il loro lavoro di "palliativisti" attraverso un lavoro quotidiano, poliennale che non è stato mai prevalente a causa della organizzazione sanitaria vigente negli anni ‘80 e ’90.
Sono quei colleghi che hanno fatto nascere Fondazioni, Associazioni, Corsi universitari, che hanno tenuto lezioni, scritto articoli, e che hanno rappresentato l’Italia in campo internazionale.
Per anni, decenni si è trattato di lavoro svolto quasi sempre a livello di volontariato, parallelamente e dopo avere svolto la propria opera come anestesisti, oncologi, medici di famiglia.
Oggi tutti questi "fondatori" del movimento delle cure palliative italiane si trovano nella situazione di rischiare di non potere prendere parte al corso, così come definito.
Sono certo che Lei Signor Ministro che stimiamo per quanto sta facendo per la sanità italiana, si renderà conto di questa svista e vorrà prendere al più presto i provvedimenti adeguati.
Una possibilità potrebbe essere quella di istituire un gruppo "fuori quota" affinché in ogni Regione possano trovare posto quei colleghi che, fino ad oggi nei corsi di cure palliative sono sempre stati presenti ma dalla parte dei docenti e non dei discenti e proprio per questa loro condizione si trovano nella impossibilità paradossale di esibire la documentazione richiesta.
Con stima,
(Centro Integrato del Dolore e Cure Palliative - Servizio di Anestesia e Rianimazione, Ospedale S. Spirito, 12042 Bra (Cn), Italia. ASL 18 Alba - Bra.)
Beltrutti Diego 09/03/2005